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Nachrichten.fr · August 5, 2026

“The Expanse”: un futuro in cui persino la gravità è politica

Parigi – 11 luglio 2026: il viaggio estivo nel futuro di Laurent Valiere lo porta questa volta sorprendentemente poco lontano dal presente. Nella sua serie franceinfo dedicata agli spettacoli che inventano ciò che verrà, il critico presenta “The Expanse”: una storia di fantascienza che guarda avanti di quasi tre secoli affrontando soprattutto questioni molto antiche – scarsità di risorse, divisioni di classe, blocchi di potere e la diffidenza tra di essi.

La serie trasporta l’umanità in un sistema solare colonizzato. La Terra è governata dalle Nazioni Unite, Marte è diventato una potenza militare indipendente e la fascia degli asteroidi ospita i lavoratori la cui acqua, aria e materie prime sono indispensabili ai pianeti interni. Questa costellazione non produce un’utopia futura senza fratture, ma un panorama politicamente carico in cui persino l’ossigeno è una questione sociale.

All’inizio, la storia ruota attorno alla scomparsa dell’attivista Julie Mao. Il suo caso riunisce l’investigatore Joe Miller su Cerere, il capitano di cargo James Holden e la diplomatica Chrisjen Avasarala. Quello che inizia come un intreccio criminale si sviluppa in una storia di complotto di notevole forza. “The Expanse” si concede astronavi, tecnologie aliene e grandi battaglie, ma non perde mai di vista le persone che devono convivere con le loro decisioni nelle sale macchine, nei corridoi e nelle camere del consiglio.

Particolarmente affascinante è la precisione fisica di questo futuro. L’assenza di gravità non è qui soltanto un bell’effetto, ma una prova per i corpi e la vita quotidiana; l’accelerazione ha un prezzo e l’immensità dello spazio non rende più facile la vicinanza. La serie, basata sul ciclo di romanzi di James S. A. Corey, comprende la tecnologia come parte di un ordine sociale. Chi ha accesso all’acqua, alla propulsione o alle cure mediche possiede più del semplice comfort.

Questo mondo appare credibile nonostante la sua scala anche grazie al suo linguaggio e ai suoi ambienti sociali. Gli abitanti della fascia, spesso chiamati Belter, hanno sviluppato espressioni proprie, un proprio tono e una propria esperienza politica. Il termine si riferisce a persone le cui vite si svolgono su stazioni e rocce tra i pianeti. Rappresentano una popolazione che non vuole più essere trattata come una nota a piè di pagina della Terra.

“The Expanse” è iniziata nel 2015 e si estende per sei stagioni. Il suo fascino duraturo non risiede nella pretesa di prevedere il futuro con precisione. Piuttosto, mostra quanto rapidamente l’espansione tecnologica possa trascinare con sé le vecchie gerarchie – soltanto più lontano dal Sole. Il ritorno di Valiere alla serie ricorda che la buona fantascienza non ha bisogno di una sfera di cristallo. Uno sguardo acuto sul presente è spesso del tutto sufficiente.

Fonti

  • franceinfo: L’Impero delle serie
  • Radio France: annuncio del programma franceinfo
  • Prime Video: The Expanse

Dieser Artikel wurde mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt.