Champagnole – 19.07.2026: La 15ª tappa del Tour de France parte domenica alle 13.20 da Champagnole e conduce per 183,9 chilometri al Plateau de Solaison in Alta Savoia. Non è stato ancora percorso un metro di questa prova in montagna, ma il profilo pone un accento chiaro: dopo i Vosgi, prima del giorno di riposo attende un aspro passaggio verso le Alpi, con un arrivo in cima mai inserito prima nel programma del Tour.
Il percorso inizia nel Giura in modo relativamente controllato, prima che il ritmo diventi più serrato nel corso del pomeriggio. La Côte des Rousses propone la prima salita classificata, seguita più tardi da Le Salève con il Col de la Croisette e dalla Côte du Mont. Questa sequenza ha valore tattico perché impegna presto i gregari e costringe le squadre a dosare con precisione le energie in vista del finale.
Il Col de la Croisette è molto più di un semplice tratto intermedio. I suoi 4,6 chilometri al 11,2 per cento di pendenza media lasciano ben poco spazio a una pedalata tranquilla e si trovano a circa 25 chilometri dall’inizio dell’ascesa finale. Chi rimane isolato lì difficilmente potrà colmare il divario nei chilometri successivi. I fuggitivi dovranno decidere se investire energie in anticipo o sperare nel grande finale.
Inizia quindi il vero calcolo della giornata: il Plateau de Solaison misura 11,3 chilometri con una pendenza media del nove per cento ed è classificato come salita di categoria massima. Soprattutto i primi quattro chilometri, costantemente in doppia cifra percentuale, sono predisposti per accelerazioni dure. Non è una montagna adatta a manovre attendiste; qui emergono ritmo, forza della squadra e capacità di ripetere gli attacchi.
Tadej Pogacar rientra naturalmente nel ristrettissimo gruppo dei favoriti su un simile arrivo. Tuttavia, il suo parametro non sarà soltanto una possibile vittoria di tappa, ma anche la reazione dei rivali a ogni aumento del ritmo. Chi lotta per la classifica generale non può permettersi una fase di debolezza prolungata al Solaison. Anche un breve momento senza una ruota da seguire può trasformarsi, su questa salita, in una consistente perdita di tempo.
Per gli uomini di classifica, la tappa è dunque un test della gerarchia e non soltanto un’altra giornata di montagna. I corridori con ambizioni di classifica generale dovranno proteggere i propri gregari fino ai piedi dell’ascesa finale, senza però lasciare troppo margine a una forte fuga. Allo stesso tempo, il difficile avvicinamento offre a coraggiosi outsider l’opportunità di spezzare anzitempo il blocco dei favoriti e rendere il finale imprevedibile.
L’arrivo al Plateau de Solaison conclude la seconda settimana del Tour con un profilo che non ammette scuse. Solo lunedì 20 luglio 2026 seguirà il giorno di riposo, prima che la corsa riprenda martedì. La tappa di Champagnole non deciderà quindi il Tour, ma potrà spostare sensibilmente gli equilibri di forza in vista dell’ultima settimana.
Fonti
- Tour de France / ASO
- L’Équipe