La grande ondata d’inflazione degli anni 2022 e 2023 in Francia si è effettivamente attenuata. Tuttavia l’incertezza economica è rimasta – e condiziona sempre più la vita quotidiana di molte persone. I prezzi oggi aumentano più lentamente rispetto a due anni fa, eppure numerose famiglie continuano a percepire la propria situazione finanziaria come tesa. Energia, alimentari, assicurazioni e costi abitativi gravano in modo permanente sui bilanci. Per molti francesi si è consolidata la sensazione che la stabilità economica non sia più scontata.
In questo clima cresce un’economia parallela silenziosa dell’aiuto reciproco. Non compare in modo prominente in nessuna statistica macroeconomica, ma sta sempre più plasmando il tessuto sociale del paese: aiuto tra vicini, acquisti collettivi, mercatini di scambio, carpooling, aiuti alimentari, campagne di raccolta fondi online o reti locali di solidarietà stanno vivendo una notevole ripresa.
Questa evoluzione racconta molto sullo stato della società francese – e sulle paure più profonde di una popolazione che comincia ad adattarsi a un mondo di crisi permanente.
Il ritorno della solidarietà quotidiana
La solidarietà è sempre appartenuta alla società francese. Nuovo è però chi oggi necessita di sostegno. Non riguarda ormai più esclusivamente gruppi socialmente svantaggiati o disoccupati. Anche lavoratori dipendenti, studenti, pensionati con pensioni modeste e parti della piccola borghesia ricorrono sempre più a reti di aiuto informali.
Nella quotidianità questo si manifesta in molti piccoli gesti. I vicini condividono il tragitto per andare al lavoro, le famiglie scambiano abiti per bambini o organizzano pasti comuni. I mobili cambiano proprietario prima dei traslochi, gli attrezzi vengono utilizzati in comune, le riparazioni vengono effettuate reciprocamente. In alcune regioni i residenti organizzano ordini collettivi per combustibile da riscaldamento o generi alimentari per ridurre i costi.
Soprattutto l’economia dell’usato cresce in modo evidente. Mercatini delle pulci, piattaforme online per beni di seconda mano e officine di riparazione locali acquisiscono importanza. Ciò che prima veniva spesso vissuto come espressione di bisogno finanziario è oggi sempre più accettato socialmente – in parte addirittura inteso consapevolmente come un contro-modello rispetto a un’economia orientata al consumo.
La paura del declino sociale
Dietro questa evoluzione c’è un’incertezza più profonda. Molti francesi negli ultimi anni hanno sperimentato quanto rapidamente possano insorgere crisi economiche. La pandemia, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, le tensioni geopolitiche e l’aumento dei conflitti commerciali hanno scosso la fiducia nella stabilità a lungo termine.
Anche dove gli indicatori macroeconomici migliorano, il ricordo delle crisi rimane presente. Numerose famiglie oggi considerano come permanente la possibilità di ricadute finanziarie. Il pensiero di poter improvvisamente scivolare in condizioni precarie ha raggiunto il ceto medio della società.
Questo riguarda in modo particolare le generazioni più giovani. Affitti elevati, rapporti di lavoro precari e l’aumento del costo della vita rendono difficile a molti giovani adulti costruire una sicurezza finanziaria. Nelle grandi città francesi anche laureati con contratti stabili sono spesso costretti a ricorrere al sostegno della famiglia o a restringere fortemente i consumi.
Così la famiglia riacquista una funzione economica centrale. I genitori finanziano periodi di studi più lunghi, aiutano a pagare gli affitti o offrono ancora alloggio ai figli adulti. I nonni spesso sostengono più generazioni contemporaneamente. Queste reti di sicurezza private in molti casi impediscono il tracollo sociale – ma allo stesso tempo accentuano le disuguaglianze tra chi dispone di un solido sostegno familiare e chi non ha tali risorse.
Associazioni e organizzazioni di aiuto sotto pressione
Parallelamente le strutture di aiuto tradizionali stanno sempre più raggiungendo i loro limiti. Organizzazioni benefiche, distributori di generi alimentari e associazioni sociali locali registrano da anni una domanda in aumento. Soprattutto nelle città universitarie le distribuzioni di alimenti per studenti sono aumentate notevolmente.
Allo stesso tempo molte di queste organizzazioni lottano esse stesse con problemi finanziari. L’aumento dei costi di gestione, la diminuzione dei contributi pubblici e il crescente carico burocratico rendono più difficile il loro operato. Molte strutture funzionano solo grazie all’impegno volontario, che dopo anni di crisi in molte zone ha raggiunto i limiti di sopportazione.
In ciò risiede un paradosso fondamentale della situazione attuale: proprio in una fase di crescente insicurezza sociale si chiede sempre di più alle strutture di solidarietà locali, mentre le loro risorse si fanno più scarse.
Inoltre molti cittadini percepiscono il sostegno statale come lento o insufficiente. Di conseguenza la tutela sociale si sposta in parte nuovamente verso reti informali di relazioni personali.
Una reazione culturale alla società delle crisi
Tuttavia l’aumento dell’aiuto reciproco non è solo espressione di debolezza economica. Indica anche un cambiamento culturale. In un mondo globalizzato e percepito come instabile molte persone cercano di nuovo con maggior forza un radicamento locale e legami sociali concreti.
Questa evoluzione si manifesta anche in altri ambiti: prodotti regionali, progetti comunitari, riparare invece di gettare o un consumo consapevolmente ridotto stanno acquistando rilevanza. Per alcuni francesi tutto questo è da tempo più di una semplice misura di risparmio. È il tentativo di riguadagnare il controllo sulla propria quotidianità.
La solidarietà quotidiana non offre solo sollievo materiale. Produce anche senso di appartenenza e sicurezza sociale in un periodo in cui molte certezze classiche sono diventate fragili.
Naturalmente l’aiuto reciproco non sostituisce salari adeguati né alloggi a prezzi accessibili o una politica sociale funzionante. La solidarietà informale non può risolvere in modo duraturo problemi strutturali. Tuttavia dimostra che la coesione sociale può persistere anche in periodi economicamente difficili.
Forse proprio in questo risiede una delle più importanti evoluzioni di questi anni: in un mondo sempre più nervoso molti francesi riscoprono che la sicurezza non dipende solo dallo Stato o dal mercato – ma spesso prima di tutto dall’ambiente immediato, dal vicino, dagli amici e dalla capacità di una società di sostenersi a vicenda.