Indietro

Nachrichten.fr · June 27, 2026

Trump minaccia tariffe al 100% sulle importazioni europee in caso di introduzione di tasse sui servizi digitali

Washington – 26.06.2026: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato attraverso i social media, il 26 giugno 2026, l’intenzione di imporre dazi doganali del 100 percento sui prodotti provenienti da paesi che introducono tasse sui servizi digitali rivolte alle aziende statunitensi. Questa misura è principalmente rivolta agli stati europei, che Trump accusa di essere prossimi all’introduzione di tali imposte. Ha avvertito che questi dazi annulleranno gli accordi commerciali esistenti e comporteranno conseguenze immediate per i paesi interessati.

La Commissione Europea ha reagito prontamente all’annuncio di Trump. Un portavoce ha dichiarato che l’UE risponderà “rapidamente e con decisione” qualora queste minacce venissero messe in atto. La Commissione ha sottolineato che misure unilaterali contro politiche fiscali legittime sono ingiustificate. La tassa sui servizi digitali è una misura universale che non discrimina singole aziende ma tassa grandi multinazionali attive a livello mondiale.

Le tensioni si intensificano nel contesto di un accordo commerciale in trattativa dall’anno scorso tra USA e UE, che prevede un limite massimo del 15 percento sui dazi per la maggior parte delle esportazioni europee. Tuttavia, i servizi digitali sono esplicitamente esclusi. Sul tema della tassazione digitale non esiste dunque un consenso.

In precedenza Trump aveva già minacciato la Francia, che nel 2019 ha introdotto una tassa del 3 percento sui servizi digitali. La tassa riguarda aziende con un fatturato annuo superiore a 25 milioni di euro in Francia e un fatturato annuo globale di almeno 750 milioni di euro. Trump aveva minacciato di imporre dazi del 100 percento, tra le altre cose sul vino francese, qualora la tassa non venisse revocata.

Le controversie attuali mettono in luce le sfide della politica fiscale globale nell’era digitale. Mentre gli Stati Uniti considerano le tasse sui servizi digitali come discriminatorie e protezionistiche, i paesi europei le difendono come strumenti necessari per una tassazione equa delle multinazionali tecnologiche.

Il proseguimento di questo conflitto commerciale avrà probabilmente significative ripercussioni sulle relazioni economiche transatlantiche. Gli osservatori si aspettano che entrambe le parti cercheranno di far valere i propri interessi, il che però potrebbe portare a un’escalation delle dispute tariffarie e a incertezze per il commercio internazionale. Questo sviluppo dimostra ancora una volta come le innovazioni tecnologiche nell’economia sfidino le regole commerciali e fiscali esistenti e richiedano adeguamenti.

Oltre agli effetti economici immediati, le discussioni potrebbero anche stimolare le trattative in corso a livello internazionale per l’introduzione di una tassa minima globale sulle aziende digitali. La contesa rimane un banco di prova per la capacità delle istituzioni globali di trovare soluzioni efficaci e giuste per la tassazione dei nuovi modelli di business.

Fonti

  • AP News
  • Franceinfo
  • Euronews