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Nachrichten.fr · August 5, 2026

Valérie Dréville trasforma la memoria in teatro ad Avignone

Vedène – 14.07.2026: All’inizio c’è una persona che vuole fuggire dai ricordi, e alla fine uno spazio in cui i ricordi non possono più essere messi a tacere. Al Festival di Avignone, Valérie Dréville è sola sul palco de L’Autre Scène du Grand Avignon, ma porta con sé un’intera famiglia, un secolo e le sue ferite. Il suo monologo “Thésée, sa vie nouvelle” è una condensata indagine teatrale sulla perdita e la trasmissione.

L’opera originale è dello scrittore francese Camille de Toledo. Il suo romanzo segue un uomo di nome Thésée, che porta con sé tre scatole d’archivio dopo il suicidio del fratello e la morte dei genitori. Cerca un luogo senza passato. Ma i documenti, le fotografie e le voci degli antenati, non appena vengono sfiorati, aprono finestre su una storia che parte dal privato e si estende alle catastrofi politiche dell’Europa.

Dréville ha adattato e messo in scena questo materiale insieme al regista belga Guy Cassiers. Cassiers è noto per un linguaggio visivo in cui video, suono e recitazione non stanno uno accanto all’altro come elementi decorativi, ma formano una memoria inquieta. Sul palco, l’attrice è circondata da materiali d’archivio e proiezioni. L’album di famiglia non appare come un rassicurante ricordo, ma come un labirinto: ogni immagine promette origini e al tempo stesso le mette in discussione.

La forma dello spettacolo è un monologo polifonico. Dréville non si limita a passare da un personaggio all’altro; rende udibili le molte voci del romanzo senza appiattirle. Poesia, narrazione e tracce fotografiche si connettono in un racconto sulla storia di una famiglia ebraica, sul lutto e sulla trasmissione dell’esperienza. È proprio la domanda su ciò che della violenza e della perdita continua a esistere nel corpo, nei gesti e nel silenzio a dare allo spettacolo il suo peso silenzioso.

Il titolo richiama il mitico Teseo, l’uomo nel labirinto. Ma Cassiers e Dréville sono meno interessati alle uscite eroiche che all’esigente necessità di voltarsi indietro. Thésée non può lasciarsi il passato alle spalle, perché esso è iscritto nel suo presente. È un’idea antica e, di fronte alla storia europea del XX secolo, un’idea che non ha perso nulla della sua urgenza.

Per Dréville, lo spettacolo segna anche un’altra tappa importante nel suo lungo legame con Avignone. L’attrice, che ha lavorato con Antoine Vitez, Claude Régy e Anatoli Wassiljew, porta una precisione particolare ai testi che resistono a ogni facile chiarezza. “Thésée, sa vie nouvelle” sarà rappresentato a Vedène fino al 24 luglio: uno spettacolo teatrale che non congeda il pubblico con risposte, ma con immagini che continuano a risuonare.

Fonti

  • Festival d’Avignon
  • Télérama

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