Parigi – 07.07.2026: La sezione penale di Parigi annuncerà martedì il verdetto d’appello nell’affare relativo all’uso presunto improprio dei fondi del Parlamento Europeo da parte dell’ex Front National, oggi Rassemblement National (RN). Nel nucleo della vicenda c’è l’impiego di assistenti tra il 2004 e il 2016: investigatori e pubblico ministero sostengono che stipendi presi dai bilanci di Bruxelles siano stati utilizzati per finanziare attività di natura partitica in Francia. In primo grado, nel 2025, diversi imputati, tra cui Marine Le Pen, erano stati condannati. Lei nega le accuse e ha presentato appello.
Politicamente l’appuntamento odierno è esplosivo. Se l’istanza d’appello confermasse condanne rilevanti e imponesse un’incandidabilità, ciò toccherebbe direttamente la strategia presidenziale per il 2027. Giuridicamente, però, la strada non sarebbe necessariamente chiusa: contro un verdetto d’appello è possibile il ricorso in Cassazione, che si concentra su questioni di diritto e può durare mesi. Anche la questione di quando un’eventuale incandidabilità diventerebbe effettiva dipende dalle notifiche, dai mezzi di impugnazione e dalle precise formulazioni della sentenza.
Nel RN aumenta così la pressione per una chiara ripartizione dei ruoli. Il leader del partito Jordan Bardella è alla guida e rappresenta regolarmente il partito nelle campagne nazionali. Gli osservatori delineano diversi scenari: da una doppia leadership temporanea a una soluzione di transizione per il ciclo delle elezioni europee e regionali, fino a una definitiva candidatura di vertice di Bardella per il 2027, qualora Le Pen fosse legalmente vincolata. Dallo schieramento partitico e dagli alleati si sente tuttavia un invito ad aspettare il verdetto, per non acuire prematuramente le questioni di potere interne.
La difesa insiste sul fatto che i collaboratori interessati svolgevano effettivamente compiti parlamentari, come ricerche, lavoro di redazione e contatti con gli elettori nell’ambito dei mandati europei. La procura replica che numerose attività erano riconducibili, sia sul piano organizzativo sia su quello dei contenuti, all’apparato partitico in Francia. Decisioni precedenti in casi analoghi sono richiamate da entrambe le parti, ma non forniscono uno schema univoco per valutare la responsabilità individuale ora esaminata né l’entità delle eventuali sanzioni.
Oltre al singolo caso, il procedimento modifica anche la situazione strategica per i rivali di centro e di sinistra. Un vertice compromesso nel RN potrebbe influenzare i calcoli di coalizione nei comuni e nelle regioni così come la gerarchia dei temi delle campagne 2026/27 – ad esempio su sicurezza, potere d’acquisto o orientamento di politica europea. Indipendentemente dall’esito, va sottolineato che il verdetto di oggi farà chiarezza a breve sulla posizione giuridica di Marine Le Pen, mentre gli effetti politici definitivi dipenderanno dalle prossime decisioni giuridiche e interne al partito.
Fonti
- franceinfo (notizia originale)
- Le Monde
- Associated Press
- Euronews
- TF1 Info
- RTL