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Nachrichten.fr · July 10, 2026

Verifica dei fatti: gli spari mortali della polizia per “Refus d’obtempérer” si sono quintuplicati dal 2017?

Paris – 10.07.2026: All’Assemblée nationale il deputato Éric Coquerel ha rilanciato la tesi secondo cui il numero di persone uccise da proiettili della polizia in connessione con “Refus d’obtempérer” – il rifiuto di fermarsi a un ordine di arresto – si sarebbe quintuplicato dal 2017. Il suo avvertimento è intervenuto in un dibattito su una presunzione legale di liceità dell’uso delle armi, che i critici considerano un rischio di un maggior numero di spari in servizio. La dichiarazione ha riaperto la discussione sulla rilevazione statistica della violenza di polizia e sull’interpretazione delle regole d’intervento.

Le ricerche accessibili al pubblico dipingono un quadro sfumato. Analisi dei media e rapporti di organizzazioni per i diritti umani documentano dal 2017 un aumento delle scariche di arma da fuoco e un incremento di incidenti mortali in situazioni di fermo o inseguimento. Alcune analisi dei dati segnalano aumenti significativi di colpi esplosi contro veicoli. Allo stesso tempo manca una serie annuale omogenea e ufficialmente consolidata che confermi indubitabilmente la quintuplicazione dei decessi in questo contesto specifico. A seconda del metodo di conteggio – solo decessi legati a “Refus d’obtempérer”, tutti i colpi contro veicoli, spari durante reati in fuga o categorie più ampie – emergono risultati diversi.

Al centro della disputa c’è la metodologia. Mentre alcune ONG e progetti d’inchiesta riportano aumenti relativi, gli organi statali legano spesso le loro pubblicazioni a limitazioni sulla confrontabilità dei dati. Note interne parzialmente citate indicano aumenti significativi nelle scariche di arma da fuoco, ma la trasferibilità di queste osservazioni al ristretto gruppo di casi mortali nell’ambito di “Refus d’obtempérer” resta limitata. Senza definizioni coerenti del contesto del reato, dell’inclusione di passeggeri e terzi non coinvolti o della delimitazione rispetto ad altre situazioni operative, affermazioni percentuali e moltiplicative sono contestabili.

Dal punto di vista giuridico, nel 2017 è stato modificato l’articolo 435-1 del Code de la sécurité intérieure. I sostenitori vi vedono una precisazione, i critici un’estensione dell’ambito di sparo, soprattutto nei confronti di veicoli in movimento. Da allora polizia e ministero dell’Interno richiamano controlli interni e corsi di formazione, la magistratura richiama indagini nei casi sospetti. Sarebbero necessarie serie di dati indipendenti, standardizzate e pubblicate annualmente per valutare con affidabilità le tendenze e basare le decisioni politiche su evidenze.

Valutazione: Ci sono indicazioni solide di un aumento delle scariche di arma da fuoco da parte della polizia e di incidenti mortali dal 2017. La formula specifica “quintuplicata” per i decessi nel ristretto ambito di “Refus d’obtempérer” non è verificabile con i numeri pubblici comparabili attualmente disponibili. Una valutazione seria richiede indicatori trasparenti e uniformi nonché statistiche pubblicate regolarmente dalle autorità competenti.

Fonti

  • Franceinfo
  • Amnesty International
  • Le Monde / rapporti IGPN
  • RTL

Artikel mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt (Transparenzhinweis im Sinne von Artikel 50 der Verordnung (EU) 2024/1689 – EU AI Act).