Washington – 28.07.2026: Gli Stati Uniti hanno nuovamente portato la loro politica commerciale su un ampio fronte internazionale. Da venerdi sono in vigore dazi aggiuntivi del 10 o del 12,5 per cento sulle importazioni provenienti da 60 economie, tra cui l’Unione europea e la Cina. La misura sostituisce un dazio generale temporaneo del 10 per cento in scadenza. L’Ufficio del Rappresentante commerciale degli Stati Uniti, USTR, giustifica il provvedimento sostenendo che i partner interessati non impediscono in misura sufficiente l’importazione di merci prodotte con lavoro forzato o non applicano efficacemente i divieti esistenti. Secondo il governo statunitense, i 60 partner rappresentano il 99 per cento delle importazioni americane.
La portata politica e considerevole. Il lavoro forzato e un problema reale e globale in materia di diritti umani: l’Organizzazione internazionale del lavoro ha stimato per il 2021 in 27,6 milioni il numero delle persone coinvolte. Washington utilizza ora questa questione come base per una procedura ai sensi della Section 301 del Trade Act del 1974, uno strumento contro pratiche commerciali che, secondo l’interpretazione americana, gravano sul proprio commercio. La normativa prevede al contempo eccezioni. Materie prime o prodotti intermedi possono essere esclusi se altrimenti vi fosse il rischio di carenze negli Stati Uniti o di perturbazioni dell’intera economia. Rientrano in questa categoria anche beni che non possono essere reperiti negli USA in quantita sufficienti o a prezzi ragionevoli.
La scelta dei destinatari mostra che la questione va oltre l’applicazione di standard sociali minimi. L’USTR indica per determinati prodotti provenienti da UE, Regno Unito, Svizzera, Taiwan, Malesia, Indonesia, Giordania, Guatemala, El Salvador, Ecuador, Cambogia, Bangladesh e Argentina la possibilita di eccezioni. La Commissione europea ha quindi reagito con notevole cautela, dichiarando che il risultato rientrava nel quadro degli impegni tariffari contenuti nella dichiarazione congiunta UE-USA dell’anno precedente. Pechino, invece, ha definito i nuovi dazi protezionismo e ne ha chiesto il ritiro. Sulle merci cinesi si applica l’aliquota piu elevata del 12,5 per cento.
Il rappresentante commerciale Jamieson Greer ha dichiarato lunedi che il nuovo ciclo probabilmente non avra conseguenze per l’intera economia, perche le sue aliquote sono simili ai precedenti oneri globali e riguardano solo una cerchia piu ristretta di paesi. Al tempo stesso ha annunciato ulteriori indagini contro le sovraccapacita in 16 importanti economie partner, tra cui Cina, Vietnam, Messico e UE. La normativa sul lavoro forzato non resta quindi un procedimento concluso. Essa collega la condizionalita in materia di diritti umani a un arsenale permanentemente ampliato della politica industriale e commerciale americana.
Fonti
- United States Trade Representative
- Associated Press
- Reuters
- Consiglio europeo
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