Parigi – 12.07.2026: Dall’inizio dell’estate in Francia sono state arrestate 32 persone sospettate di aver provocato incendi. Lo ha comunicato sabato 11 luglio il ministro dell’Interno Laurent Nunez. Le indagini riguardano 22 dipartimenti. Circa un terzo dei sospetti e’ minorenne. Il numero e’ quindi leggermente superiore alla cifra inizialmente diffusa di circa 30 arresti.
Gli arresti avvengono in una fase caratterizzata da numerosi incendi di vegetazione e boschivi, che hanno colpito soprattutto il sud e il sud-est del Paese. Secondo la Gendarmeria, dal 1 luglio sono stati interessati diversi dipartimenti, tra cui Herault, Aude, Var, Gard, Drome, Vaucluse e i Pyrenees-Orientales. Il ministro dell’Interno Nunez aveva visitato il 6 luglio Ille-sur-Tet, nei Pyrenees-Orientales, dopo che un incendio aveva coinvolto circa 4.900 ettari di vegetazione.
Il bilancio della polizia e della Gendarmeria non distingue in modo definitivo tra incendio doloso intenzionale, comportamento negligente e singole dinamiche dei fatti. Un arresto, inoltre, non equivale a una condanna. Le procure devono chiarire in ogni caso se un incendio sia stato appiccato intenzionalmente, se siano state violate norme di sicurezza o se vi siano altre cause. Soprattutto negli incendi di vasta estensione, dimostrare un punto di origine specifico e il contributo individuale a un reato e’ spesso complesso.
Secondo il Codice penale francese, la distruzione intenzionale di beni altrui mediante incendio puo’ essere punita con fino a dieci anni di reclusione e una multa di 150.000 euro. Per gli incendi boschivi, di sterpaglie o di vegetazione che possono mettere in pericolo le persone o provocare danni ambientali irreversibili, la pena prevista sale fino a 15 anni di reclusione. Per gli incendi causati per negligenza si applicano sanzioni graduate, la cui entita’ dipende dalla violazione del dovere e dalle conseguenze.
L’elevato numero di sospetti minorenni evidenzia una sfida particolare per gli investigatori e la giustizia. Per i giovani si applicano le norme del diritto penale minorile; al centro vi sono in linea di principio misure educative, senza che i reati gravi restino privi di conseguenze. La sola eta’, tuttavia, non consente di trarre conclusioni sui moventi. Nei singoli procedimenti, tra le possibili spiegazioni figurano prove di coraggio, vandalismo, conflitti o un uso negligente di fiamme libere e attrezzature.
Il governo affianca all’azione penale una strategia di prevenzione piu’ ampia. Il Ministero dell’Interno aveva gia’ richiamato l’attenzione a giugno sulla crescente estensione geografica del rischio di incendi e avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale. L’estate in corso mostra che la lotta agli incendi non rimane soltanto un compito dei vigili del fuoco: richiede al tempo stesso indagini forensi, un’azione penale coerente e la riduzione delle cause di innesco di origine umana
Fonti
- Ministero dell’Interno francese
- Gendarmeria nazionale francese
- Legifrance
- Europa 1