Parigi – 05.06.2026: Due anni dopo i violenti disordini in Nuova Caledonia, i giudici parigini hanno assolto tutti i membri della Cellule de Coordination des Actions de Terrain (CCAT), tra cui il portavoce Christian Tein, dall’accusa di organizzazione delle sommosse. La decisione è al centro di un acceso dibattito sul modo in cui le autorità francesi hanno trattato il movimento di indipendenza kanak. La procura ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello.
La CCAT, un gruppo di sostenitori dell’indipendenza kanak, è stata fortemente coinvolta nel maggio 2024 nella mobilitazione durante i disordini che hanno causato diverse vittime e ingenti danni materiali. Christian Tein, presidente del Front de Libération National Kanak et Socialiste (FLNKS), è stato arrestato insieme ad altri 13 attivisti e trasferito in Francia. Loro venivano accusati di aver gestito un’organizzazione segreta e pianificato gli atti di violenza.
Le lunghe indagini si sono concluse con un’assoluzione: i giudici hanno ritenuto che la base probatoria per l’accusa grave non fosse sufficiente. In particolare, i sospetti si basavano principalmente su dichiarazioni pubbliche della CCAT, senza prove concrete di una strategia nascosta per incitare alla violenza. Inoltre è stato documentato che il gruppo aveva più volte esortato alla de-escalation e alla calma durante i disordini.
I gruppi politici hanno espresso soddisfazione per la sentenza. Il partito La France Insoumise ha interpretato l’assoluzione come una conferma della presunzione di innocenza e ha criticato il fatto che l’arresto degli attivisti fosse stato politicamente motivato. Ha inoltre chiesto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per esaminare i retroscena degli eventi del 2024 e l’operato statale.
Voci simili sono venute dall’Union Populaire pour la Libération de la Guadeloupe (UPLG), che ha definito la decisione una sconfitta di un presunto tentativo repressivo orchestrato dallo Stato e ha sottolineato l’importanza della solidarietà con i gruppi oppressi. L’UPLG ha duramente criticato il trattamento riservato agli attivisti kanak da parte delle autorità francesi.
La procura di Parigi invece mantiene la sua posizione, sostenendo che siano necessarie ulteriori indagini. Essa rimarca l’obiettivo di identificare pienamente i responsabili dei disordini e portarli davanti alla giustizia. Di conseguenza si prevede un prolungamento del contenzioso giudiziario.
Per Christian Tein e i suoi compagni l’assoluzione rappresenta una tappa importante. Hanno sempre sottolineato di non essere responsabili delle esplosioni di violenza, affermando che le loro azioni erano pacifiche e legalmente legittime. Le prossime settimane mostreranno come si evolveranno i conflitti tra attivismo politico, politica di sicurezza statale e processi giudiziari in Nuova Caledonia e quali conseguenze politiche ne deriveranno.
Fonti
- La France Insoumise
- Union Populaire pour la Libération de la Guadeloupe
- Procura di Parigi