Fayence – 15.07.2026: Il nuovo aggravarsi della situazione idrica nel dipartimento del Var riporta in primo piano la linea adottata nella regione del Pays de Fayence già nel 2023: i nove comuni decisero allora di autorizzare nuovi progetti edilizi residenziali solo a condizioni rigorose. Il motivo era la preoccupazione che le risorse esistenti di acqua potabile non potessero più soddisfare in modo affidabile la domanda aggiuntiva.
Il prefetto del Var ha posto l’intero dipartimento in stato di allerta per siccità a partire dal 1° luglio 2026. Per il momento non vi sono divieti assoluti, ma le autorità e i comuni devono monitorare con particolare attenzione i consumi e lo stato delle risorse. L’associazione intercomunale del Pays de Fayence fa nel frattempo riferimento agli investimenti per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile, ridurre le perdite nella rete e adattarsi ai periodi ricorrenti di siccità.
I nove comuni membri sono Bagnols-en-Forêt, Callian, Fayence, Mons, Montauroux, Saint-Paul-en-Forêt, Seillans, Tanneron e Tourrettes. La linea concordata alcuni anni fa era notevole, poiché collegava direttamente lo sviluppo edilizio comunale alla disponibilità delle infrastrutture di base. In una regione sottoposta a forte pressione edilizia e turistica, l’acqua diventa così un criterio vincolante della pianificazione territoriale.
Particolarmente rilevante è il consolidamento giuridico di questa prassi. Il Conseil d’Etat ha confermato il 1° dicembre 2025 il rifiuto di un permesso di costruire per un edificio di cinque appartamenti a Fayence. Il più alto tribunale amministrativo ha ritenuto ammissibile respingere la domanda a causa del rischio di deterioramento della risorsa di acqua potabile, sulla base dell’articolo R.111-2 del Codice dell’edilizia.
Il procedimento si basava su constatazioni concrete: uno studio del 2021 aveva rilevato un approvvigionamento idrico insufficiente a Fayence dopo che due pozzi si erano prosciugati e un terzo forniva soltanto quantità ridotte d’acqua. Durante la siccità del 2022, le famiglie dovettero limitare i consumi; in alcuni periodi l’acqua veniva consegnata con autocisterne. Il tribunale ha considerato queste circostanze una base sufficiente per la decisione del sindaco.
La situazione attuale nel Var non è quindi soltanto un richiamo stagionale a un uso parsimonioso dell’acqua. Essa indica un conflitto istituzionale tra edilizia residenziale, poteri comunali di pianificazione e sicurezza dell’approvvigionamento. La decisione nel caso di Fayence non comporta un blocco automatico delle costruzioni per altri comuni. Tuttavia, rafforza la possibilità per i sindaci di respingere progetti edilizi se esiste un pericolo chiaro e documentato per l’approvvigionamento pubblico di acqua potabile.
Per i comuni ciò comporta al contempo un elevato onere di motivazione. Il riferimento a una siccità generale non è sufficiente; sono necessari dati affidabili sulla risorsa, sulla rete e sul previsto consumo aggiuntivo. Nel Pays de Fayence, pertanto, le restrizioni edilizie sono abbinate a misure di lungo periodo per la tutela delle risorse idriche. Il nuovo stato di allerta per siccità mostra che questo equilibrio resta attuale anche nell’estate del 2026.
Fonti
- Ministero della Transizione Ecologica e della Pianificazione Territoriale
- Prefettura del Var
- Associazione dei comuni del Pays de Fayence
- Conseil d’Etat tramite Legifrance
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