Parigi – 13.07.2026: Un’osservazione dell’ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy sulla nazionale francese di calcio ha scatenato una controversia politica poco prima della semifinale dei Mondiali contro la Spagna. In una rubrica, Rajoy ha scritto che la Francia dispone sì di una rosa di alto livello, ma gioca senza francesi. La dichiarazione è stata criticata in Francia e in Spagna come razzista e xenofoba.
Il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez ha preso nettamente le distanze domenica 12 luglio dal suo predecessore. L’appartenenza non dovrebbe essere valutata in base al cognome, al luogo di nascita o al colore della pelle, ha dichiarato Sanchez. La Spagna appartiene a coloro che amano il Paese e vi contribuiscono con il proprio lavoro. Ha accompagnato la sua critica con l’auspicio che in semifinale vinca la squadra migliore e perda il razzismo.
Rajoy, che ha guidato la Spagna come primo ministro dal 2011 al 2018, aveva pubblicato il suo commento dopo l’accesso della Spagna alla semifinale dei Mondiali. Francia e Spagna dovrebbero affrontarsi martedì 14 luglio 2026 a Dallas. L’incontro sportivo coincide quindi con la festa nazionale francese e, a causa della disputa politica, acquisisce un’ulteriore dimensione simbolica.
Ha reagito anche il governo francese. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha definito le parole di Rajoy del tutto inaccettabili e ha richiamato il principio repubblicano secondo cui ogni persona, indipendentemente dalla propria origine, può avere il suo posto in Francia. Aurore Berge, ministra responsabile della lotta contro le discriminazioni, ha chiesto che gli atleti siano giudicati in base alle loro prestazioni e non alla loro origine attribuita.
L’ambasciata francese a Madrid ha chiarito i fatti in una dichiarazione pubblica: tutti i 26 giocatori convocati per il torneo possiedono la cittadinanza francese. Di questi, 23 sono nati in Francia; anche i tre giocatori nati all’estero sono francesi. Secondo le regole del calcio internazionale, una nazionale può schierare soltanto giocatori in possesso della cittadinanza del Paese rappresentato.
La vicenda tocca una disputa di lunga data sulla concezione dell’appartenenza nazionale. La Francia definisce la propria comunità politica in termini repubblicani e civici, non etnici. Proprio i successi della nazionale hanno ripetutamente alimentato in passato dibattiti su migrazione, colore della pelle e identità nazionale. La formulazione di Rajoy si riallaccia a questo noto schema interpretativo, sebbene ignori la cittadinanza legale dei giocatori.
Le reazioni da Madrid mostrano al tempo stesso che la dichiarazione non è considerata una posizione del governo spagnolo. Il ministro degli Esteri Jose Manuel Albares l’ha definita offensiva e pericolosa. Sanchez ha contrapposto un messaggio politico: Francia e Spagna sono vicine, partner e alleate. La partita del 14 luglio si disputerà quindi sul piano sportivo, mentre la disputa sulle parole di Rajoy è già diventata una questione di principi repubblicani.
Fonti
- L’Equipe
- El Pais
- Euronews
- Governo spagnolo La Moncloa