Parigi – 17.07.2026: nell’aula del Palazzo di Giustizia di Parigi si e concluso venerdi un procedimento penale eccezionalmente ramificato. I due uomini accusati di essere le figure centrali del gruppo Athanor, Daniel Beaulieu e Frederic Vaglio, sono stati condannati rispettivamente a 30 e 25 anni di reclusione. La corte d’assise a composizione speciale ha assolto altri cinque imputati.
Dal 30 marzo, 22 uomini e donne avevano dovuto rispondere delle accuse davanti alla corte d’assise di Parigi. Il caso ruotava attorno a un gruppo che prendeva il nome da una loggia massonica negli Hauts-de-Seine. I giudici hanno esaminato un omicidio, tentati omicidi, atti di violenza, intimidazioni e altre accuse. La responsabilita individuale degli imputati era tuttavia molto diversa.
Beaulieu, ex dipendente dei servizi segreti interni francesi, e l’ex giornalista Vaglio erano considerati dall’accusa i capi della struttura. Vaglio avrebbe stabilito contatti con possibili mandanti, mentre Beaulieu avrebbe organizzato le operazioni. La procura aveva chiesto per i due uomini le stesse pene che il tribunale ha ora inflitto.
Al centro del procedimento vi era anche l’uccisione dell’ex pilota automobilistico Laurent Pasquali. I suoi resti mortali erano stati scoperti nel 2018 in un bosco dell’Alta Loira. Il tribunale ha inoltre dovuto valutare diversi progetti che, secondo l’accusa, miravano ad aggressioni fisiche o omicidi. Non tutte le accuse formulate nel processo hanno tuttavia portato a una condanna.
Le cinque assoluzioni costituiscono quindi una parte importante della sentenza. Dimostrano che il tribunale ha esaminato separatamente le singole accuse, invece di trattare indistintamente allo stesso modo tutti i partecipanti a un presunto gruppo. Tra le persone scagionate nel procedimento figuravano, secondo precedenti richieste della procura, anche presunti mandanti, contro i quali le prove non erano sufficienti per una condanna.
Le indagini erano state avviate nell’estate del 2020. All’epoca gli investigatori avevano arrestato due uomini comparsi nei pressi dell’abitazione di un’imprenditrice. Le successive indagini della polizia giudiziaria parigina hanno portato alla luce una rete composta da ex o attuali membri delle forze di sicurezza, imprenditori e persone dell’ambiente della loggia.
La sentenza rappresenta un primo punto conclusivo sul piano giudiziario, ma non una conclusione definitiva. Contro le decisioni di una corte d’assise possono essere presentati ricorsi. Per le persone coinvolte e i familiari, il verdetto dopo mesi di udienze pubbliche rappresenta soprattutto chiarezza in un procedimento segnato da accuse gravi, dichiarazioni contraddittorie e un contesto sociale insolito.
Fonti
- franceinfo
- Le Monde
- Le Dauphine Libere
- L’Equipe
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