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Nachrichten.fr · July 4, 2026

Risanamento termico delle scuole: perché i comuni, nonostante le promesse da miliardi, si imbattono in lacune

Parigi – 04.07.2026: Il dibattito sul risanamento energetico e termico degli edifici scolastici si è inasprito a causa delle recenti ondate di calore. Da ambienti governativi si afferma che per il 2026 siano disponibili quasi 3 miliardi di euro — alimentati da strumenti di finanziamento esistenti e dal Fonds vert. In molti municipi però questa somma è percepita come insufficiente e soprattutto troppo frammentata per avviare interventi efficaci su larga scala.

Rappresentanti dell’Association des Maires de France riferiscono di progetti bloccati e di procedure di approvazione lente. Secondo le associazioni locali, il volume del Fonds vert è diminuito di recente, mentre obblighi legati alle domande e alla documentazione sono rimasti complessi. Nella pratica ne derivano lacune di copertura: i comuni devono assicurare cofinanziamenti, chiarire le competenze e al tempo stesso fare i conti con risorse limitate per costruzioni e pianificazione. Il rischio: misure di emergenza come ventilatori e dispositivi di raffreddamento mobili attenuano i sintomi, ma non sostituiscono isolamento, schermature o progetti di ventilazione.

A livello centrale, esponenti politici e uffici ministeriali sottolineano che gran parte dei fondi proviene da programmi consolidati come DETR, DSIL e dal Fonds vert. Queste linee sono disponibili, ma non mirano esclusivamente a risanamenti termici completi. I critici replicano che, senza budget aggregati pluriennali e priorità chiare, vengono finanziati soprattutto interventi parziali che riducono solo in modo limitato il consumo energetico e le temperature interne.

Parallelamente sono attive misure di supporto come EduRénov e finanziamenti della Banque des Territoires. Esse dovrebbero accompagnare tecnicamente i comuni e cofinanziare i progetti. I primi dati indicano diverse migliaia di scuole finanziate, che tuttavia rappresentano solo una parte rispetto a circa 45.000 scuole primarie. Contemporaneamente le differenze tra i dipartimenti sono ampie: le prefetture stabiliscono priorità in modo diverso, i percorsi di autorizzazione e le capacità di pianificazione tecnica variano notevolmente.

A monte c’è un conflitto di obiettivi strutturale: il ministero dell’Istruzione sostiene che lo Stato non sia proprietario di molti edifici; i comuni e le comunità intercomunali richiamano conti pubblici ristretti e l’aumento dei prezzi delle costruzioni. Gli esperti propongono quindi una strategia combinata: linee di finanziamento a lungo termine chiaramente definite, specifiche per i risanamenti termici delle scuole; procedure di domanda e appalto semplificate con moduli standard per i tipi di edificio più comuni; calendari vincolanti per i siti prioritari; oltre a misure di accompagnamento come schermature solari, ventilazione naturale notturna e adattamenti pedagogici per il caldo.

Senza tale aggregazione rischiano nuove interruzioni delle lezioni dovute al caldo e soluzioni provvisorie, costose ma poco efficaci. I comuni chiedono perciò prevedibilità pluriennale, per raggruppare le gare d’appalto, assicurare capacità sul mercato e integrare gli interventi con altri lavori — come antincendio o accessibilità. Sarà decisivo vedere se Stato, regioni e comuni nei prossimi mesi riusciranno a collegare in modo affidabile le linee di finanziamento e ad accelerare concretamente le procedure.

Fonti

  • Franceinfo
  • Le Figaro
  • Public Sénat
  • Batiweb
  • Enerzine / AFP