Parigi – 07.07.2026: Un tribunale d’appello di Parigi ha dichiarato Marine Le Pen colpevole il 7 luglio 2026 nel procedimento per il presunto uso improprio di fondi UE per gli assistenti parlamentari dell’allora Front National/Rassemblement National e ha inflitto una pena detentiva complessiva di tre anni. Due anni della pena sono stati sospesi con la condizionale, un anno deve essere scontato sotto sorveglianza elettronica. Inoltre il tribunale ha disposto 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 mesi con sospensione condizionale.
La sentenza differisce in diversi punti dalla decisione di primo grado. Il 31 marzo 2025 Le Pen era stata condannata per appropriazione indebita di fondi pubblici a quattro anni di carcere con parte sospesa, a una multa di 100.000 euro e a cinque anni di ineleggibilità con immediata efficacia. L’appello ha ora ridotto la detenzione effettiva e ha trasformato l’espiazione in una sorveglianza elettronica, mentre il periodo di ineleggibilità è stato in parte sospeso con la condizionale. Ciò significa che Le Pen rimane in linea di principio eleggibile, a condizione che le parti sospese con la condizionale non vengano revocate.
Dal punto di vista legale la decisione non è ancora definitiva. Le Pen può ricorrere alla Cour de cassation. In casi comparabili la corte suprema esamina esclusivamente questioni di diritto; se un tale ricorso sospenda automaticamente l’esecuzione dipende dalle disposizioni che saranno adottate. Nella pratica ciò significa che le modalità della sorveglianza – ad esempio periodo, obblighi di dimora e attuazione tecnica – saranno definite solo con l’esecuzione della pena.
Politicamente il risultato è esplosivo. Le Pen aveva precedentemente dichiarato che non si sarebbe candidata se le fosse stato imposto di indossare un braccialetto elettronico. Con la sorveglianza elettronica ora disposta si trova di fronte a una decisione strategica: condurre una campagna nonostante la misura o ridefinire il suo ruolo nel campo del Rassemblement National. Gli osservatori sottolineano che la percezione pubblica della misura, la durata concreta fino alle elezioni presidenziali del 2027 e eventuali ulteriori strumenti giuridici influenzeranno il suo calcolo d’azione.
All’interno del Rassemblement National la sentenza potrebbe rafforzare il leader del partito Jordan Bardella, qualora Le Pen rinunciasse alle sue ambizioni o ne uscisse indebolita nella mobilitazione. Resta al tempo stesso aperto come l’elettorato valuterà la combinazione tra una possibile candidatura ancora consentita e un anno di sorveglianza elettronica. Per i partiti rivali la decisione crea un nuovo quadro in vista delle prossime importanti scadenze elettorali: devono fare i conti sia con una rivale sul piano giudiziario ma formalmente eleggibile sia con un possibile rafforzamento del presidente del partito.
Fonti
- Franceinfo
- Euronews
- Le Monde
- Le Parisien