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Nachrichten.fr · July 3, 2026

Sentenza in appello il 7 luglio: Marine Le Pen rischia l’incandidabilità per il 2027?

Parigi – 03.07.2026: Martedì 7 luglio 2026 la Cour d’appel de Paris pronuncerà la sua sentenza nel procedimento d’appello relativo allo scandalo sull’assunzione di assistenti dei deputati europei dell’ex Front National, oggi Rassemblement National (RN). Al centro c’è la questione se le pene inflitte in primo grado – tra cui una incandidabilità pluriennale – rimangano in vigore. Per Marine Le Pen si tratta quindi direttamente della domanda se potrà candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027.

Dal punto di vista legale sono decisivi due aspetti: se la corte d’appello confermerà sia la sentenza di condanna sia la misura accessoria dell’incandidabilità e al contempo ne disporrà l’esecuzione, Le Pen potrebbe essere di fatto esclusa dalla corsa. Rimane aperta la questione se un eventuale ricorso successivo alla Cour de cassation avrebbe effetto sospensivo. In casi comparabili l’effetto pratico dei termini di incandidabilità è dipeso dal fatto se l’esecuzione scatti immediatamente o resti sospesa fino al termine dei gradi di impugnazione. Giuriste e giuristi sottolineano una giurisprudenza non uniforme sulle pene accessorie e sui loro tempi.

Politicamente il RN sta preparando diversi scenari. Il leader del partito Jordan Bardella è considerato il sostituto più probabile, nel caso in cui Le Pen non possa candidarsi. Dalla sua elezione a presidente nel 2022 ha riorganizzato il partito e raggiunto, nei sondaggi, un potenziale di mobilitazione stabile. Per la strategia del RN una conferma del divieto sarebbe una cesura: il partito dovrebbe chiarire rapidamente se candidare ufficialmente Bardella o se un’altra formula elettorale potrebbe avere più successo. Conta anche il timing: i termini legali per le firme di sostegno e la registrazione formale delle candidature impongono alle forze politiche finestre temporali ristrette per la pianificazione.

Per il più ampio sistema dei partiti la sentenza avrebbe un effetto segnale. Nel campo borghese e a sinistra una possibile assenza di Le Pen modificherebbe i calcoli sulla strategia per il ballottaggio. Conservatori e centristi potrebbero cercare di attrarre gli elettori dell’area RN, mentre le coalizioni di sinistra a loro volta elaborerebbero scenari senza la veterana candidata di punta del RN. Se invece l’incandidabilità non fosse confermata o la sua esecuzione fosse sospesa, Le Pen resterebbe per il momento in gioco – con effetti sulle speculazioni sulle coalizioni e sulla retorica della campagna elettorale.

Formalmente resta da vedere quanto in dettaglio la corte d’appello affronterà le questioni relative all’esecuzione. Sono possibili una conferma completa, modifiche nella misura della pena e nelle conseguenze accessorie o un annullamento parziale. In ogni caso la decisione attesa per il 7 luglio riorganizzerà le condizioni di partenza della campagna presidenziale del 2027 – sia tracciando un percorso chiaro per Le Pen sia con il passaggio formale a Bardella come candidato di punta.

Fonti

  • Euronews
  • Le Monde
  • Le Point
  • CNEWS