Caracas – 02.07.2026: Una settimana dopo i forti terremoti sulla costa caraibica del Venezuela, l’entità della catastrofe continua ad aumentare. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha quantificato all’inizio di luglio il numero dei morti in 2.295; oltre 11.000 persone sono rimaste ferite. Inoltre decine di migliaia risultano ancora disperse. Le cifre si basano su comunicati ufficiali e rapporti internazionali diffusi il 1° e il 2 luglio. Sono particolarmente colpite le zone costiere dello stato di La Guaira con le città di La Guaira e Catia La Mar, dove numerosi isolati di abitazioni e infrastrutture sono stati gravemente danneggiati.
I soccorritori lavorano incessantemente lungo la costa in campi di macerie talvolta instabili. Squadre provenienti da Messico, El Salvador, Francia e altri Paesi supportano le unità locali nella ricerca, localizzazione e assistenza medica di primo intervento. Secondo quanto riferito dall’area operativa, strade sepolte, interruzioni delle reti elettriche e idriche e porti e accessi danneggiati complicano la logistica. Le prime immagini satellitari e le stime sul campo indicano decine di migliaia di edifici danneggiati o distrutti, rendendo urgente la sistemazione dei sopravvissuti e la distribuzione degli aiuti.
Diverse testate hanno riferito da La Guaira che i soccorritori hanno tentato di estrarre vivo un uomo da strutture crollate – circa sette giorni dopo la prima scossa. Questi ritrovamenti sono rari, ma possibili in ampie aree di sepoltura quando cavità, accesso all’acqua o temperature miti permettono la sopravvivenza. All’inizio non vi erano conferme ufficiali sullo stato dell’uomo; il comando delle operazioni ha parlato di una situazione delicata e ha chiesto cautela per non compromettere le operazioni di recupero.
Le autorità coordinano evacuazioni, rifugi d’emergenza e assistenza medica, con il supporto di organizzazioni internazionali. Prioritari sono acqua potabile, igiene, alloggi protetti e medicinali. In diversi quartieri sono stati allestiti punti di riferimento provvisori per registrare le segnalazioni di dispersi e offrire consulenza alle famiglie. Team di ingegneri stanno verificando la staticità e la funzionalità di ponti, scuole e ospedali. Parallelamente, i fornitori stanno lavorando per ripristinare le reti critiche, in modo da garantire il funzionamento stabile di cliniche da campo, stazioni di pompaggio e nodi di comunicazione.
Per i prossimi giorni i comandi delle operazioni prevedono ulteriori recuperi e un possibile aggiornamento del bilancio delle vittime non appena saranno raggiunte le zone finora inaccessibili. Il governo ha annunciato che continuerà ad accettare aiuti internazionali e a centralizzare la coordinazione attraverso centri di crisi. Nelle comunità colpite la situazione rimane tesa; i soccorritori sono concentrati sul salvataggio immediato delle vite mentre si avviano i piani per l’alloggio a medio termine e la ricostruzione.
Fonti
- Franceinfo
- Anadolu Agency
- Euronews
- EFE
- Associated Press