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Nachrichten.fr · July 20, 2026

Tutti e dodici gli imputati nel processo sugli assistenti del FN presentano ricorso in Cassazione

Parigi – 20.07.2026: Tutti e dodici gli imputati nel procedimento relativo al presunto uso improprio di fondi destinati agli assistenti parlamentari dell’ex Front National hanno presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello. Inizialmente erano noti otto ricorsi; ora risultano presentati ricorsi da parte di tutti gli imputati condannati in appello. La vicenda viene quindi portata davanti alla più alta giurisdizione civile e penale francese dopo la decisione della Corte d’appello di Parigi del 7 luglio 2026.

La sezione d’appello della Corte d’appello di Parigi aveva riconosciuto colpevoli i dodici imputati il 7 luglio per diversi reati connessi alla distrazione di fondi pubblici destinati agli assistenti parlamentari. Sono coinvolti ex eurodeputati, ex assistenti parlamentari, dirigenti di partito nonché il Rassemblement National come persona giuridica. Il tribunale ha confermato il nucleo delle accuse penali, ma ha anche pronunciato assoluzioni per alcuni periodi.

Secondo quanto esposto dal tribunale, esisteva un sistema organizzativo attraverso il quale la retribuzione di alcuni assistenti degli eurodeputati veniva finanziata dal Parlamento europeo, sebbene la loro attività effettiva fosse svolta a beneficio dell’apparato nazionale del partito. I giudici d’appello hanno quantificato il danno finanziario per il Parlamento europeo in 2,8 milioni di euro. La loro decisione si è basata su 28 contratti di lavoro, da loro valutati come penalmente rilevanti.

Tra i condannati figurano Marine Le Pen, Louis Aliot, Nicolas Bay, Bruno Gollnisch e Fernand Le Rachinel. Marine Le Pen è stata condannata in appello a tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale. La parte da eseguire senza sospensione dovrebbe essere scontata in regime di detenzione domiciliare con sorveglianza elettronica. Si è aggiunta un’interdizione dall’eleggibilità di 45 mesi complessivi, di cui 30 mesi sospesi con la condizionale.

La Corte d’appello ha dichiarato che le pratiche contestate si sarebbero protratte per oltre undici anni. Ha inoltre rilevato che gli eurodeputati coinvolti non si erano arricchiti personalmente. Il beneficiario della distrazione accertata sarebbe stato invece il partito nazionale. Il Parlamento europeo partecipa al procedimento come unica parte civile e dovrebbe essere risarcito per il danno finanziario accertato.

Un ricorso in Cassazione non apre un nuovo grado di giudizio sui fatti. La Corte di cassazione verifica in particolare se la Corte d’appello abbia applicato correttamente le norme di diritto e condotto il procedimento in modo legittimo. Può respingere i ricorsi oppure annullare la decisione interamente o parzialmente. In caso di annullamento, il procedimento può essere rinviato a un’altra Corte d’appello entro i limiti stabiliti dalla decisione di Cassazione.

I ricorsi sono stati presentati entro il termine di dieci giorni pieni previsto per i procedimenti penali dopo la pronuncia della sentenza d’appello. Finora non si sa quando la Corte di cassazione prenderà una decisione. Fino alla sua sentenza, il procedimento rimane in una fase giuridica decisiva, mentre l’esecuzione concreta di singole pene dipende dalle rispettive norme di legge e dalle disposizioni giudiziarie.

Fonti

  • Cour d’appel de Paris
  • Cour de cassation
  • Franceinfo